Odori Molesti Normativa

Odori Molesti: la Normativa non è ancora nata, ma già si fa rispettare.



Ecco come la Giustizia italiana, ha trovato il modo di farti rispettare una normativa sugli odori molesti, …che ancora non esiste.

 

La pace e la giustizia sono i due lati della stessa medaglia.
–  Dwight David Eisenhower

 

 

È passato un po’ di tempo, ma me lo ricordo come fosse ieri. Ancora fresco di laurea, iniziai subito a lavorare buttandomi nel campo della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro. Incoscientemente, mi sembrava un trampolino abbastanza tranquillo per iniziare a farsi un po’ di esperienza a buon prezzo, dato che, quella che all’epoca era la normativa di riferimento: il D.Lgs. 626/94, non prevedeva specifiche sanzioni penali a carico dell’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), che non svolgesse adeguatamente il suo compito.

Accadde però un fatto, che mi segnò nel profondo e condizionò tutta la mia forma mentis da lì in avanti.

Durante uno dei primi corsi di aggiornamento che feci, il formatore disse una frase che più di ogni altra, mi rimase stampata a fuoco nella memoria:

“Sì, è vero che la 626 non prevede specifiche sanzioni penali a carico dell’RSPP, ma il magistrato, prima di andare a cercare nella 626, cerca nel Codice Penale!”.

 

Perché questa premessa?

In qualche occasione, mi è capitato di essere stato contattato, per studiare un sistema di abbattimento odori, per risolvere urgentemente un problema pressante di molestie olfattive, che stava mettendo a dura prova i comuni vicini allo stabilimento. Erano tutti cortesi e collaborativi sinché non hanno capito che avrebbero dovuto mettere mano al portafogli, per risolvere il problema.

Senza voler entrare in merito a come si possa ancora pensare che esistano professionisti che lavorino gratis per risolvere problemi agli altri, quello che più mi ha stupito è come, di fronte alla grave molestia e fastidio creato dalle emissioni odorigene prodotte, la tendenza in questi casi, fosse quella di trincerarsi dietro una normativa carente ed incapace di prescrivere limiti alle molestie olfattive, quantificabili e misurabili oggettivamente.

È vero, ma il fatto che in Italia non esista ancora una normativa statale, specifica, unificata ed organica che regoli le emissioni maleodoranti, come disse il formatore, non vuol dire però, che non esistano articoli nel Codici Civile e Penale che non possano essere applicati per salvaguardare la salute ed il benessere degli abitanti dei comuni limitrofi ad un impianto maleodorante!

Non basta garantire il rispetto dei limiti prescritti dalle varie Autorizzazioni (A.I.A., A.U.A., VIA, di Gestione dei Rifiuti, etc.) o dalla parte Quinta del Testo Unico Ambientale (il D.Lgs. 152/06), sulle emissioni di inquinanti in atmosfera, per essere a posto anche con le emissioni odorigene.

Quando il tuo stabilimento è subissato ogni santo giorno di segnalazioni, esposti, lamentele, proteste e mobilitazioni organizzate da comitati di cittadini esasperati, oltre che sottoposto a continue verifiche e controlli da Enti Locali o da Organi di Vigilanza Ambientale, …una soluzione la devi assolutamente trovare!

 

Ma perché l’Italia non ha ancora emanato una normativa sugli odori molesti?

NOTA DI AGGIORNAMENTO POSTUMO:

Questo articolo è stato scritto nel settembre 2017. Ti ho interrotto, solamente per annunciarti che il 19/12/2017, si è approfittato della obbligatorietà di mandare in attuazione una vecchia Direttiva (UE) 2015/2193 – che giustappunto scadeva il 19/12/2017 – per emanare il D.Lgs. 183/2017, con il quale, si è voluto inserire, “un po’ a forza”, il nuovo art. 272-bis nel D.Lgs. 152/2006, concepito unicamente per iniziare a disciplinare a livello nazionale, questo gravoso problema delle emissioni odorigene.

Ti racconto tutto nell’articolo:

Emissioni Odorigene: ecco come, la neonata Normativa Nazionale, muove i primi passi.

 

 

Purtroppo esistono effettivamente enormi difficoltà a promulgare una legge che stabilisca criteri, soglie e valori limite, certi e misurabili, in materia di odori. Questo perché ad oggi, non è stato ancora possibile predire o quantificare oggettivamente una sensazione odorosa, basandosi solamente sulla struttura chimica delle molecole maleodoranti.

I motivi possono essere diversi: dal fatto che il tono edonico può variare sensibilmente anche per minime differenze nella stessa struttura molecolare, al fatto che, per molti composti, le soglie di rilevabilità e di fastidio sono talmente basse, da essere addirittura al di sotto della sensibilità analitica degli strumenti di misura e quindi, non rilevabili con un normale monitoraggio ambientale.

Giusto per dare un’idea considera che, numerosi studi hanno rivelato come il cattivo odore, generato da diverse tipologie di impianti, possa arrivare ad essere costituito da ben oltre 168 singoli composti chimici, tra i quali, non si è stati in grado, in nessun modo (per ora), di stabilire alcuna correlazione diretta tra la loro concentrazione in atmosfera e l’intensità odorigena percepita. La difficoltà sta nel fatto che, entrano in gioco numerosi effetti sinergici che possono abbassare la soglia di percettibilità e fastidio dell’insieme delle molecole maleodoranti, addirittura al di sotto di quella propria di ogni singola componente!

Infine, se a questo aggiungiamo che esistono tutta una serie di meccanismi estremamente soggettivi, che determinano la cosiddetta “potenzialità osmogenica“, ossia la capacità di una data molecola di essere percepita dal nostro sistema olfattivo, si capisce quanto possa essere complicato il tutto.

 

L’olfatto, è tra i nostri sensi, il più sofisticato e complicato, poiché connesso alle emozioni, alla memoria, all’immaginazione e può variare sensibilmente da persona a persona.

Quindi va da solo che, cercare di misurare e quantificare oggettivamente un’emissione maleodorante, che dipende da molteplici fattori che possono essere: propri della sostanza (volatilità, idrosolubilità, struttura molecolare, etc.), individuali o personali (sensibilità, attenzione al fenomeno, stato psico-fisiologico, etc.) nonché ambientali (temperatura, umidità, pressione atmosferica, velocità e direzione dei venti, etc.), possa suonare proprio come un’impresa impossibile.

Odori Molesti Normativa - Norma UNI EN 13725:2004

Ma non esiste nessuna normativa che regolamenti le emissioni di odori molesti?

In realtà, esiste una Normativa Tecnica Europea (UNI EN 13725:2004), che cerca di stabilire una base comune per le valutazioni dell’intensità delle emissioni odorigene, che sia il più possibile oggettiva ed unificata per tutti i Paesi dell’Unione Europea. La difficoltà, è che si basa sul sistema dell’olfattometria dinamica, ottenuta cioè, mediante valutazioni soggettive, elaborate da esseri umani, in qualità di esaminatori.

Si tratta del cosiddetto panel di esaminatori, composto da persone selezionate per avere una sensibilità olfattiva il più possibile “standard” o “normale”, in grado cioè, di restituire quanto più possibile risposte “normali” e “costanti nel tempo“.

Ogni laboratorio che esegue analisi sensoriali, seleziona il proprio panel di esaminatori, motivo per il quale, la componente soggettiva rimane sempre e comunque molto alta.

Giusto per darti un’idea di cosa è, e come funziona, dai uno sguardo a queste foto, sono un esempio di analisi in olfattometria dinamica effettuate presso il laboratorio della Osmotech Srl di Pavia.

Odori Molesti Normativa - panel di esaminatori cattivi odori

L’olfattometria dinamica fornisce dati puntuali sulla concentrazione dell’odore, ma non è in grado di valutare l’entità del disturbo olfattivo a cui possono essere esposte le popolazioni, né il contributo effettivo ottenuto da diverse fonti al livello di odore ambientale complessivo.

 

In estrema sintesi quindi, la quantificazione oggettiva della percezione dei cattivi odori, ad oggi, risulta ancora essere un qualcosa di estremamente complesso e problematico da regolamentare giuridicamente.

Odori Molesti Normativa - DGR Lombardia

 

Ad oggi infatti, l’unico sforzo, per cercare di dare una regolata al sistema, è stato compiuto da poche regioni in Italia. La prima è stata la Regione Lombardia con il suo DGR 15 febbraio 2012 – n. IX/3018, che sta facendo scuola anche per tutte le altre regioni.

Numerose Linee Guida delle varie ARPA Regionali, si sono ispirate a questo DGR, come anche alcune delle ultime sentenze giuridiche della Corte di Cassazione, che stanno iniziando a dare ragione al cittadino, vittima impotente delle emissioni odorigene provenienti dagli impianti vicini.

Come per il DGR, anche nelle ultime sentenze giuridiche, si sta delineando la tendenza a dare più importanza non tanto alle molestie olfattive nel punto di emissione, ma bensì a quelle che giungono nel punto di ricezione e quindi al fastidio che queste possono creare a chi li deve subire ogni giorno.

Quindi, in attesa di una Normativa Nazionale sugli odori molesti, chi ci “mette una pezza“?

Tra tutte, particolarmente innovativa e significativa è, a mio parere, la sentenza della Corte di Cassazione, sez. III Penale (sentenza 10 febbraio – 23 marzo 2015, n. 12019) nella quale si è dato ragione ai magistrati che avevano configurato il reato di molestie olfattive, alla stregua del reato di “getto pericoloso di cose”, previsto all’art. 674 del Codice Penale, nonostante l’attività produttiva  fosse autorizzata e stesse rispettando i relativi limiti prescritti per le emissioni in atmosfera.

La sentenza, pur riconoscendo che non esiste una specifica normativa statale che preveda valori soglia in materia di cattivi odori, si è rifatta al criterio della “stretta tollerabilità” (rispetto alla “normale tollerabilità”, prevista dall’art. 844 Codice Civile), quale parametro di valutazione delle emissioni odorigene e dal quale far scattare l’obbligo di predisporre un trattamento a protezione dell’ambiente e della salute umana.

 

Questa sentenza, ha decretato un precedente assolutamente innovativo:

D’ora in avanti, per provare il reato di molestia olfattiva, non sarà più necessario effettuare alcun accertamento tecnico o perizia, il giudice potrà tranquillamente basarsi sulle testimonianze, di anche solo pochi abitanti, residenti nelle vicinanze dell’impianto, che abbiano subito direttamente le conseguenze di queste molestie.

 

In altre parole, per stabilire l’entità del disturbo procurato dalle emissioni maleodoranti e decidere se queste siano o meno tollerabili, sarà più che sufficiente “il naso del vicino di stabilimento“, oltre la testimonianza diretta di persone a conoscenza dei fatti, che abbiano constatato, in prima persona, l’insopportabilità dei miasmi.

Conclusioni

In estrema sintesi, questa sentenza, ha stabilito che d’ora in avanti, non sarà più possibile nascondersi dietro un dito. Anche se non esiste ancora una normativa specifica, unificata ed organica che regoli le emissioni maleodoranti ed il tuo impianto è a norma e rispetta tutte le procedure operative e tutte le prescrizioni sui limiti di emissioni in atmosfera, se puzza, basta che anche solo poche persone dichiarino che gli odori emessi non siano tollerabili e tu sarai obbligato a trovare una soluzione per porvi rimedio!

…altrimenti oltre ad essere obbligato a farlo dal giudice, rischierai di dover pagare anche un risarcimento del danno subito da tutte le persone che ti avranno denunciato.

 

Ing. Renato Ragni

Ingegnere Ambientale per vocazione, nel 2004 ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine e mi sono appassionato al problema dell'abbattimento dei cattivi odori. La mia missione ora è, aiutare le aziende a trovare la soluzione giusta e su misura, per risolvere definitivamente il problema degli odori molesti.

• Chi è l’Ing. Renato Ragni? • Lo specialista dell’Abbattimento Cattivi Odori
Ing. Renato Ragni - Esperto di Abbattimento Cattivi Odori
Ingegnere Ambientale per vocazione, classe 1971.
Nel 2004 ha avuto un vero e proprio colpo di fulmine e si è appassionato al problema dell’Abbattimento dei Cattivi Odori.
La sua missione ora è, aiutare tutte le aziende a trovare la soluzione giusta e su misura, per risolvere definitivamente il problema degli odori molesti.

 

abbattere i cattivi odori è veramente facile ...se hai le dritte giuste!