Trattamento odori - mangia-prega-ama

Sistemi di trattamento odori: “MANGIA – PREGA – AMA”



 

Quanti sistemi di trattamento odori esistono? Come funzionano? Sono applicabili ovunque indiscriminatamente? …a queste ed a altre domande, ti voglio rispondere in questo articolo.

Quando la vendita viene conclusa, finisce l’ansia del venditore e comincia quella del cliente..
–  Theodore Levitt

 

 

No tranquillo, non sto attraversando una crisi esistenziale di mezza età! Il titolo del libro autobiografico di Elizabeth Gilbert (interpretato magistralmente, poi nel film, da Julia Roberts), è la strana associazione che fa il mio cervello, quando mi chiedono quanti sistemi di trattamento odori esistano e se funzionino tutti allo stesso modo.

Provo a spiegarti il perché di questa strana associazione mentale, …magari ti strappo anche un sorriso!

 

Concedimi prima però, una piccola premessa, giusto per inquadrare meglio l’argomento.

Sempre fedele al mio solito mantra: “le molestie olfattive non devono mettere il naso fuori dalla porta“, in questo articolo, voglio focalizzarmi unicamente su quei sistemi di abbattimento odori, costituiti da tutti quei prodotti, che solitamente vengono utilizzati direttamente nel luogo stesso dove le emissioni odorigene si creano, lasciando fuori tutte quelle tecnologie che invece, devono necessariamente essere installate a valle di tutto il processo produttivo e lontano dall’effettiva fonte dei miasmi, come: lo scrubber, il biofiltro, ed i vari termodistruttori, filtri a carboni attivi, etc., dei quali ho già scritto e definito più volte i loro vantaggi e limiti.

 

Mangia – Prega – Ama?

Ciò premesso, è mia opinione che, tutti i sistemi di trattamento odori, possano essere raggruppati in 3 grandi macro categorie. Ora te le butto così, poi più avanti le vediamo nel dettaglio, ok?

1) I Sistemi Biologici, costituiti da batteri, oltre che da enzimi e tensioattivi. Si tratta di sistemi tanto efficaci, quanto delicati e di non facile utilizzo, la cui azione si esplica al meglio, quando riescono a colonizzare un mezzo liquido, come l’acqua. Quando una molecola maleodorante, urta la superficie del liquido e viene assorbita, i batteri la aggrediscono e la metabolizzano immediatamente: in pratica, il batterio se la MANGIA letteralmente.

2) Profumi o come vengono generalmente definiti, “coprenti“. Sono prodotti la cui azione la definisco “fasulla”, poiché non compiono nessuna azione diretta e reale sulle molecole maleodoranti, ma solo un camuffamento per sovrapposizione, all’odore sgradevole, di uno più intenso ma gradevole, che sommandosi al cattivo odore, satura sia l’ambiente che il tuo naso, mandandolo in totale black-out, impedendoti così di sentire più qualsiasi odore!

Oltre ad essere un sistema potenzialmente pericoloso (come ho già descritto nell’articolo sul funzionamento dell’olfatto), risulta essere anche totalmente inutile, perché il cattivo odore continuerà ad esserci, ma semplicemente tu non lo percepirai più, perché avrai il naso in stallo e completamente fuori uso.

Chi opta per un sistema come questo, o per risparmiare o perché convinto dal venditore che tanto, tutti i sistemi di trattamento odori sono uguali ed uno vale l’altro, appena realizza la fregatura, PREGA che almeno un minimo migliori la situazione e non gli arrivi l’ARPA per chiudergli l’attività!

3) I neutralizzanti, ossia quelle sostanze dotate di molecole attive, che agiscono: o ossidando; o combinandosi chimicamente con quelle maleodoranti, modificandole nella struttura ed azzerando il loro effetto odorigeno. In pratica, le trasformano in altre molecole diverse da quelle di origine, che non verranno più percepite dal nostro sistema olfattivo. Quello che si raggiunge con questi sistemi di abbattimento odori, è un ambiente olfattivamente neutro, che farà rinascere l’AMORE sia nel personale addetto per il proprio posto di lavoro, sia nella popolazione limitrofa per la loro abitazione.

Ecco spiegato il perché del MANGIA PREGA AMA …ci eri arrivato già da solo?

 

Ogni prodotto per il trattamento odori, richiede una tecnologia di diffusione specifica?

Escludendo a priori la categoria dei coprenti, che come avrai intuito, non ne ho molta considerazione, di sistemi che utilizzano le altre due macro categorie, il mercato offre tantissime varietà: qualcuna molto valida e performante, qualcun’altra, invece un po’ meno, di qualità più scadente, che credo andrebbe un attimo rivista e migliorata.

Quindi, oltre alla qualità dei prodotti, un fattore che, a mio parere, assume un ruolo di primaria importanza, è la tecnologia scelta per l’utilizzo o la loro diffusione.

Le tecnologie non sono tutte uguali e non è vero che una vale l’altra. Saper scegliere una tecnologia che sia in grado di saturare adeguatamente l’ambiente, riuscendo a contenere al contempo gli sprechi e quindi i costi del prodotto, non né facile né immediato.

Ogni tipologia di prodotto per il trattamento odori, necessita di una specifica tecnologia di diffusione, che sia in grado di sposarsi perfettamente con esso in modo da massimizzarne la diffusione, contenendo al massimo i costi e gli sprechi.

 

Forse se ti faccio qualche esempio, riesco a spiegarmi meglio.

Ormai in diversi articoli, ho espresso più volte la mia perplessità sull’uso generalizzato della nebulizzazione. È mia opinione che si tratti di una tecnologia oramai obsoleta e superata da altre tecnologie molto più versatili ed interessanti. Non dico che non sia valida in assoluto e che debba essere definitivamente accantonata, ma il numero di situazioni in cui può risultare ancora ottimale, si è ridotto di parecchio (ad esempio, al chiuso e dove oltre agli odori, ci siano da abbattere polveri).

L’acqua, anche se nebulizzata ad alta pressione, in sistemi di micronizzazione/atomizzazione, è sempre più pesante dell’aria e quindi ha un raggio di azione limitato, sia perché tende a precipitare poco lontano dall’ugello, sia perché, in sistemi cosiddetti non bagnanti, dove la dimensione delle gocce scende sotto i 10 µm, l’acqua evapora e sparisce molto velocemente e poco distante dal punto di emissione. Quindi se impiegato all’aperto, magari per eliminare molecole maleodoranti complesse e molto persistenti, potrebbe non garantire elevati rendimenti di abbattimento, dato il suo limitato raggio d’azione. 

L’unico modo per aumentare questo rendimento, sarebbe diluire nell’acqua, sostanze neutralizzanti, in grado di vivere di vita propria e quindi di agire, indipendentemente, anche ad di fuori delle singole gocce, riuscendo così a coprire maggiori distanze.

(Se ti va di approfondire, leggi anche gli articoli sull’Abbattimento Odori Depuratore e nel Compostaggio Industriale).

Trattamento odori - uso della nebulizzazione indiscriminato

E il trattamento odori con sistemi biologici?

Ora voglio approfittare di questo articolo, per esprimere una perplessità che mi trascino da un po’ e che spero qualcuno che mi legge, sappia chiarirmi …o anche smentirmi, perché no? Riguarda l’utilizzo della nebulizzazione con sistemi biologici, ossia il diffondere nell’ambiente acqua con dentro batteri.

La cosa non deve spaventare in nessun modo, dato che si tratta sempre di batteri di classe 1, ossia assolutamente non patogeni e non pericolosi, né per l’uomo né per gli animali.

Ma la mia perplessità, sta nel fatto che, nella stragrande maggioranza dei casi, ho visto che viene utilizzata con una nebulizzazione spinta (micronizzazione/atomizzazione).

Certo che entrare ora in dettaglio e descrivere come, quando e dove operino al meglio i batteri, credo che mi verrebbe fuori un mattone pesantissimo, che forse neanche io mi rileggerei. Ma per spiegarmi al meglio, provo comunque a semplificarlo al massimo, nella speranza di non ricevere una scomunica dall’Ordine Nazionale dei Biologi!

 

Diciamo che, in estrema sintesi, si tratta di sistemi la cui azione si esplica al meglio, quando questi microrganismi, riescono a colonizzare un mezzo liquido, come l’acqua (solitamente in film o in gocce).

Cosa intendo: nei consueti sistemi biologici per il trattamento odori, una volta seminato adeguatamente e mantenuto umido, la sottile pellicola d’acqua che si forma sul materiale di riempimento – cippato in legno di un biofiltro; palline o forme in plastica di un bio-scrubber; materiale siliceo-calcareo (conchiglie, lapilli, gusci di mitili, etc.) di un biotrickling, etc. – viene velocemente colonizzata dai batteri. Solo così, questi microrganismi, riescono ad agire, metabolizzando avidamente tutte le molecole maleodoranti ed i residui organici, che urtando su questo film liquido, vengono assorbiti.

Inoltre, per agevolarsi in questo compito, i batteri sono anche in grado di autoprodursi: biosurfattanti (tensioattivi) che aumentando “l’effetto bagnante” dell’acqua, facilitano l’assorbimento detto, insieme a specifici enzimi (catalizzatori) che agevolano ed accelerano la catalisi di molecole complesse, rendendole più facilmente bio-disponibili.

Trattamento odori con sistemi biologici

Tornando a bomba, sappiamo che una micronizzazione che si rispetti, non deve bagnare, e ciò significa che deve diffondere nell’ambiente, micro goccioline con un diametro intorno ai 10 µm. Ora, i batteri hanno dimensioni che vanno dai 0,2 ai 30 µm, ma più in generale, diciamo che quelli specializzati per degradare le molecole maleodoranti, si assestano tra 1 e 10 µm.


Dubbio metodico: quanto premesso, a me fa pensare che in una micronizzazione, ogni singola micro gocciolina d’acqua possa contenere, nella migliore delle ipotesi, almeno 1 batterio, che quindi volerebbe in questa sorta di micro capsula, sperando di urtare ed assorbire qualche molecola maleodorante, da metabolizzare.

Trattandosi però, di un sistema non bagnante, questa micro gocciolina, in breve tempo tenderà:

o ad evaporare, lanciando nel vuoto il nostro piccolo batterio, che in assenza d’acqua morirà;

o ad urtare qualche particella di polvere, assorbendosi e bagnandola, in modo da appesantirla e farla precipitare a terra.

…in ogni caso, in assenza d’acqua, il nostro piccolo batterio non vivrà abbastanza per compiere al meglio il suo lavoro.

Inoltre, se poi i batteri sono stati immessi direttamente dal bidoncino nella condotta, senza prima provare ad attivarli e svegliarli, potrebbe capitare che magari si trovino ad essere lanciati nel vuoto, ancora addormentati (o “in quiescenza”, come dicono gli addetti ai lavori) e, non riescano a fare in tempo ad attivarsi per poter compiere il loro lavoro.


Ora, non voglio dire che siano completamente inutili questi sistemi, un certo risultato lo raggiungono comunque, ma per poter conseguire rendimenti di abbattimento accettabili, alla luce di quanto detto, prova ad immaginare quanto prodotto biologico venga sprecato inutilmente!

Ecco, questo è uno di quei sistemi, che ritengo debbano essere un minimo rivisti e corretti.

Trattamento Odori uso della Nebulizzazione nel compostaggio industriale

È migliorabile, questo sistema di trattamento odori?

La questione andrebbe un minimo studiata e testata, ma io credo che il rendimento, di un sistema trattamento odori del genere, potrebbe migliorare un minimo se:

1) le gocce fossero un po’ più grandi: è vero che verrebbe ridotta la superficie specifica attiva, ma è anche vero che diminuirebbe sia il coefficiente che la superficie di scambio termico, con il vantaggio di una più lenta evaporazione ed un maggior tempo di vita sia della goccia che, di conseguenza, del batterio. Inoltre conferendo un leggero effetto bagnante, il film liquido che si formerebbe su suolo, pareti o anche sul materiale maleodorante stesso, potrebbe essere agevolmente colonizzato da questi batteri che, continuerebbero così a moltiplicarsi ed a metabolizzare i residui organici maleodoranti, con un andamento esponenziale nel tempo;

2) attivando preventivamente i batteri: utilizzando un semplice reattore dove, rimescolarli, riossigenarli e magari aggiungendo anche dei nutrienti, questi si risveglierebbero ed inizierebbero subito a moltiplicarsi. Il modo più efficace di utilizzare i batteri è quando raggiungono il loro picco metabolico. Solo allora divoreranno velocemente ed instancabilmente tutte le molecole ed il materiale maleodorante con il quale verranno a contatto.

Un breve aneddoto


Saper utilizzare al meglio i batteri, non è una cosa così semplice ed immediata, è necessario avere almeno un’infarinatura minima di microbiologia. 

Purtroppo spesso, pur di compiacere il dio fatturato, ho sentito dire dai venditori, le peggio enormità sull’impiego delle biotecnologie. Giusto per darti un’idea, mi hanno raccontato che durante una riunione, un tecnico-commerciale (di un’azienda di cui non dirò mai il nome), garantiva che loro avevano a disposizione delle speciali pastiglie biologiche, dalle quali, una volta appoggiate a terra, i batteri si sarebbero staccati, avrebbero camminato sul terreno contaminato e si sarebbero mangiati tutta la contaminazione, insieme anche ai metalli pesanti.

Ora, per fortuna io a quella riunione non c’ero, altrimenti temo che mi sarei alzato e gli avrei spaccato una sedia sulla schiena!


Trattamento odori di tipo chimico con biocidi

Biocidi Ossidanti

Comunque, andiamo avanti con la nostra analisi. Diciamo che sul fronte opposto dei sistemi di trattamento odori di tipo biologico, troviamo i cosiddetti biocidi ossidanti, ossia: quei preparati che rientrano nella famiglia dei neutralizzanti, in quanto agiscono prevalentemente attraverso un’ossidazione spinta delle molecole maleodoranti.

Anche in questo caso, una trattazione esaustiva sui biocidi, oltre a non essere così rilevante, potrebbe provocare effetti collaterali, come: latte alle ginocchia.

Per quel che interessa a noi, limitiamoci a dire che i biocidi ossidanti, non sono altro che: dei composti di origine chimica (naturale o sintetica) o biologica (principi attivi) che, proprio grazie a proprietà elettrostatiche ed alla loro elevata capacità ossidante, risultano avere anche un’azione sanificante, poiché tossici per molti microrganismi.

Nell’ambito dell’abbattimento odori, sono spesso utilizzati, in quegli ambienti maleodoranti, dove per svariati motivi, risulti necessario preservare: sia la salute ed il benessere di persone o di animali, da batteri patogeni (uffici, ospedali, ambulatori, come anche in un allevamento zootecnico, etc.); sia per la conservazione di alimenti e materiali, dal deterioramento causato dall’azione biologica (locali per la stagionatura di formaggi e salumi, container per il trasporto di alimenti, etc.).

Anche in questo caso, assume una rilevanza primaria, la tecnologia di diffusione scelta. Se non idonea o non ben dimensionata, stai solo buttando i tuoi soldi.

 


NOTA BENE: Va da solo, che questi sistemi, non possano essere assolutamente utilizzati in ambienti, dove l’attività batterica sia il vero motore pulsante dell’intero processo produttivo. Giusto per fare un esempio a caso, credo che, chiunque utilizzasse biocidi ossidanti per il trattamento odori in un impianto di compostaggio industriale, meriterebbe di essere fucilato sulla pubblica piazza!


 

Torniamo a noi. Se ti dovessero proporre sistemi di trattamento odori con biocidi ossidanti, ci tengo a dirti che è fondamentale che tu faccia particolare attenzione a cosa e come intendono utilizzarli.

Sul mercato, esistono tantissime tecnologie per il trattamento odori, che sfruttano i biocidi ossidanti: alcune, se utilizzate con le dovute precauzioni, possono essere anche innocue ed ecocompatibili (perossidi, carbonati e bicarbonati di sodio, il permanganato di potassio, ioni d’argento, biossido di titanio, etc.); altri invece che, seppur molto più economici, risultano essere piuttosto pericolosi anche per l’uomo, come: l’ipoclorito di sodio (varecchina) e soprattutto l’ozono.

Attenzione ai sistemi di trattamento odori ad Ozono!

Purtroppo si, l’ozono è parecchio pericoloso e se proprio lo si vuole utilizzare, bisognerebbe farlo solamente in ambienti chiusi o lontano da persone ed animali.

Sull’ozono non vorrei dilungarmi troppo, ma ci tengo ad avvisarti che, diverse fonti autorevoli, oramai da anni, segnalano tutti i possibili effetti dannosi sulla salute umana ed in particolare a carico delle vie respiratorie, che queste molecole possono provocare.

Se anche tu hai già fatto installare un sistema di trattamento odori ad ozono e stai notando che ti viene spesso da tossire e, quando sei al lavoro, hai costantemente questa sensazione di irritazione sia alla gola che ai polmoni, potrebbero essere i primi sintomi di un’irritazione da Ozono. La sensazione dolorosa, può arrivare a durare anche alcune ore, dopo ti sei allontanato dall’area trattata.

Ti chiedo di fare molta attenzione, soprattutto perché un’esposizione prolungata nel tempo all’ozono, può causare una vera e propria ustione della sottile membrana che riveste le vie respiratorie. È vero che viene immediatamente rigenerata, ma nel tempo questi danni reiterati, possono diventare permanenti, generando una riduzione importante sia della funzionalità che della capacità polmonare.

Per questa ragione, io sconsiglio vivamente l’utilizzo di questi sistemi di trattamento odori, in particolare modo se utilizzati in ambienti dove lavorano anche degli asmatici. L’ozono potrebbe scatenargli attacchi molto violenti!

Trattamento odori con oli essenziali

Oli essenziali

Tra i biocidi ossidanti ed i neutralizzanti puri, si collocano prepotentemente i cosiddetti oli essenziali. Sono dei sistemi che a me piacciono molto, perché grazie alla loro elevata volatilità, hanno saputo dimostrare una grandissima versatilità.

In funzione di quali essenze naturali e quindi quali composti chimici vengano miscelati (aldeidi, chetoni, alcoli, fenoli, terpeni, etc.) il preparato può essere sfruttato: o come semplice fragranza profumata; o come neutralizzante per cattivi odori; oppure, grazie ad una loro azione antibiotica naturale, come sanificante.

In definitiva, oltre ad eliminare gli odori molesti e sanificare l’ambiente, è possibile sfruttare i principi dell’aromaterapia, per rilasciare specifiche fragranze, capaci di stimolare il sistema nervoso centrale e produrre stati di benessere generale, sia in esseri umani che in animali.

 

Saper maneggiare efficacemente questi oli essenziali, non è per niente cosa semplice: ogni essenza, ha una sua specifica azione caratteristica. Infatti, gli esperti in questa materia, sembrano dei veri e propri alchimisti, per l’approccio filosofico-esoterico, con il quale pensano, preparano e propongono le loro pozioni.

Comunque, come per i biocidi ossidanti, anche con gli oli essenziali, occorre prestare massima attenzione nel loro utilizzo. Se impiegati con superficialità, benché totalmente naturali, possono diventare addirittura:

pericolosi per l’uomo: in concentrazioni sbagliate, possono avere effetti tossici sia per inalazione che per contatto cutaneo;

controproducenti per il processo produttivo: (per la loro azione battericida), se impiegati in impianti che hanno nell’attività biologica, il loro motore principale. Una tra tutti, il Compostaggio Industriale.

Come utilizzare e come agiscono gli oli essenziali?

È importante premettere che gli oli essenziali, possono essere estratti in diversi modi da diverse basi vegetali. Per farla molto breve però, diciamo che, tramite un processo di distillazione, si è in grado di estrarre: una parte più concentrata e liposolubile (olio essenziale) ed una seconda parte, più delicata ed idrosolubile, i cosiddetti idrolati (o acque profumate). Entrambi i sottoprodotti, conservano inalterati tutti i loro principi attivi.

Ora, perché questa premessa? Da un punto di vista squisitamente legato al trattamento odori, essendo gli oli essenziali, praticamente insolubili in acqua, almeno per questi, spero non venga utilizzata indiscriminatamente la solita nebulizzazione! Quindi presumo, che tutti gli impianti di nebulizzazione per l’abbattimento odori, che impiegano questi sistemi genericamente definiti “ad oli essenziali“, in realtà diluiscano in acqua, gli idrolati.

 

Per rispondere alla domanda: proprio grazie al loro carattere così etereo e volatile, a mio parere, il miglior sistema per diffondere gli oli essenziali nell’ambiente, è quello di vaporizzarli a secco, mediante aria compressa ed ugelli Venturi. Per intenderci, un sistema che ricorda vagamente quello utilizzato dai carrozzieri, nelle loro pistole per la verniciatura, ma a bassa pressione e molto più delicato.

In pratica poi, l’azione deodorizzante degli oli essenziali, si può esercitare attraverso 2 modalità distinte, ma complementari:

1) con la diffusione nell’ambiente del vapore secco, le micro particelle oleose, cariche elettrostaticamente, attraggono e catturano le molecole maleodoranti, per poi ossidarle chimicamente;

2) dalle micro goccioline vaporizzate nell’ambiente, vengono rilasciate delle vere e proprie molecole attive neutralizzanti, costituite da: aldeidi, chetoni, ossidi, esteri, etc.. Queste, cariche elettrostaticamente, sono in grado di attrarre e combinarsi chimicamente ed in modo indissolubile con quelle maleodoranti, per poi ossidarle o modificarle nella struttura: polarità, attività, proprietà idrofile o lipofiliche (Coefficiente di Ripartizione), stereochimica, etc., in modo da renderle non più percepibili dal nostro sistema olfattivo.

Trattamento odori con molecole attive neutralizzanti di origine chimica

Molecole attive Neutralizzanti di origine chimica

In pratica, l’azione deodorizzante descritta al punto 2, qui sopra, è in tutto e per tutto identica alla modalità di deodorizzazione, che ho già esposto nell’articolo sull’Abbattimento Odori con Molecole Attive Neutralizzanti, relativamente ai neutralizzanti chimici.

Converrai con me, che quest’articolo è già stato abbastanza lungo. Diciamo che, per non dilungarmi ancora oltre, preferirei rimandarti direttamente all’articolo che ti ho appena indicato, per una descrizione finale e completa, anche quest’ultimo sistema di trattamento odori.

 

Conclusioni

Ti chiedo scusa se sono andato un po’ lungo, ma l’argomento era abbastanza complesso ed avrebbe richiesto ancora un po’ di tempo, per sviscerarlo tutto. ….ma immagino che tu debba esser a casa per Natale, vero?

Tirando le somme, quello che mi piacerebbe rimanesse di tutto sto popò di roba, è che se stai valutando di farti installare un sistema di trattamento odori, diffida di quei venditori che, con un atteggiamento di vendita molto aggressivo, ti dicono che tutti i sistemi sono uguali ed uno vale l’altro o che hanno un’unica tecnologia che va bene per tutto. Non è così!

Il mio consiglio è di chiedere sempre una sorta di Garanzia di Risultato, in modo che se non funziona, siano costretti a smontarsi e portarsi via tutto, senza farti buttare soldi.

Ogni problematica, ha una sua soluzione che deve calzargli a pennello e, se non perfettamente ottimizzata, rischi solo di buttare i soldi: o perché non funziona, o perché ha uno spreco enorme di prodotto.

Ing. Renato Ragni

Ingegnere Ambientale per vocazione, nel 2004 ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine e mi sono appassionato al problema dell'abbattimento dei cattivi odori. La mia missione ora è, aiutare le aziende a trovare la soluzione giusta e su misura, per risolvere definitivamente il problema degli odori molesti.

• Chi è l’Ing. Renato Ragni? • Lo specialista dell’Abbattimento Cattivi Odori
Ing. Renato Ragni - Esperto di Abbattimento Cattivi Odori
Ingegnere Ambientale per vocazione, classe 1971.
Nel 2004 ha avuto un vero e proprio colpo di fulmine e si è appassionato al problema dell’Abbattimento dei Cattivi Odori.
La sua missione ora è, aiutare tutte le aziende a trovare la soluzione giusta e su misura, per risolvere definitivamente il problema degli odori molesti.

 

abbattere i cattivi odori è veramente facile ...se hai le dritte giuste!