Abbattimento Odori, come funziona e come ci condiziona l'olfatto

Cattivi Odori? Ecco come funziona il nostro olfatto.



3 cose che devi assolutamente sapere sull’olfatto, prima di scegliere un sistema di abbattimento odori

 

Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.
–  Patrick Süskind da “Il Profumo”

 

 

Non me ne volere, mi rendo conto che iniziare con un articolo come questo, esuli un po’ dal tema principale del blog, ma mi sembra doveroso fare un veloce e sintetico passaggio su cos’è l’olfatto, su come funziona il nostro naso e soprattutto, di che cosa devi tenere assolutamente conto, quando ti accingi a scegliere un sistema di Abbattimento Odori.

Comprendere come e perché riusciamo a percepire gli odori, in che modo gli odori possano condizionare il nostro stato psico-fisiologico, ma soprattutto, in che modo il cattivo odore possa introdurre importanti elementi di rischio per la sicurezza e la salute di tutti gli operatori addetti, è di fondamentale importanza per una corretta e ponderata scelta del sistema di Abbattimento odori, che deciderai di far installare.

 

Prima di iniziare voglio domandarti:

…ti sei mai chiesto come fai a percepire e riconoscere gli odori ?

…perché il naso, dopo un po’ si abitua e non ti fa sentire più niente ?

…perché alcuni odori riescono a farti lacrimare gli occhi, stimolarti la fame, darti nausea o bloccarti in automatico la respirazione, etc. ?

La spiegazione scientifica di tutto ciò è parecchio lunga e complessa. Ti dico solo che, la comprensione di questo meccanismo, è valso nel 2004,  il premio Nobel per la medicina ai due professori Richard Axel (Columbia University, New York, NY – USA) e Linda B. Buck (Fred Huchinson Cancer Research Center, Seattle, WA – USA).

Quindi spero non me ne vorrai, se proverò a rendere questo argomento, il più semplice, breve e soprattutto meno noioso possibile, …con la speranza di non attirare su di me ire ed anatemi di medici e specialisti!

Ma cos’è l’odore?

Potremmo definire l’odore come: “una risposta soggettiva ad una stimolazione delle cellule olfattive, da parte di particolari molecole aeriformi“.

Mi spiego meglio. Prima, però, concedimi di fare un piccolo salto nel passato, per ragionare un attimo su quale sia stata l’evoluzione del sistema olfattivo nell’uomo, nel corso dei millenni.

…anche se qui mi sento molto Piero Angela in Quark!!!

Devi sapere che gli organi sensoriali dell’olfatto e del gusto, sono i più antichi dal punto di vista dello sviluppo evolutivo. Sin dalle origini dell’uomo, la loro stimolazione generava segnali che potevano indurre a comportamenti o di fuga o di approccio.

Uno studio antropologico relativamente recente, ha dimostrato come il nostro sistema olfattorio, abbia subito nel corso dei millenni un’evoluzione che, contrariamente a quanto si creda, ha modificato notevolmente le sue prestazioni, migliorandole nella funzionalità.

Abbattimento Odori, l'evoluzione dell'olfatto nell'uomo

Che cosa intendo? Nel corso dell’evoluzione, l’essere umano ha avuto un notevole sviluppo dei lobi temporali (sede delle capacità cognitive, del linguaggio, della memoria e delle funzioni sociali) insieme a quello dei bulbi olfattivi, con un incremento del loro volume di circa il 12% rispetto ai nostri progenitori primitivi.

Ciò ha portato ad ipotizzare che queste due aree in realtà abbiano affinato le loro funzioni, iniziando ad interagire in modo sinergico, rivelandosi, per gli esseri umani moderni, molto più efficienti di quanto si fosse ritenuto finora.

In altre parole, questo accrescimento congiunto dei lobi temporali e dei bulbi olfattivi, potrebbe essere dovuto ad una esigenza di maggiore ricercatezza: nella varietà e nella qualità di cibo e bevande che consumiamo, dei luoghi in cui decidiamo di vivere, nell’incremento di interazioni sociali complesse, etc..

Abbiamo sviluppato, cioè, una sorta di filtro che bypassa odori non rilevanti, facendoci concentrare solamente su quelli che sono realmente importanti per la nostra vita quotidiana e per la nostra sicurezza.

In primis, questa azione di filtro è ottenuta direttamente all’interno del nostro naso, grazie ad una struttura interna, organizzata in modo tale che non tutta l’aria inalata riesca ad arrivare alla regione olfattoria, posta nella parte superiore delle cavità nasali.

La percentuale d’aria che riesce a raggiungere questa regione, è molto ridotta in condizioni normali e dipende dalla velocità e dalla turbolenza del flusso con la quale inaliamo l’aria.

Per poter intensificare questa turbolenza e percepire meglio gli odori, solitamente quello che facciamo è “annusare“, ossia quella smorfia che otteniamo arricciando il naso ed inalando aria con più energia.

Abbattimento Odori, come funziona l'olfatto, quando annusiamo

Questo “arricciamento” è una risposta semi riflessa scatenata dalla percezione di un odore estraneo ed ha la funzione di “accorciare il naso“, ossia avvicinare la parte inferiore (le narici) al setto superiore (regione olfattoria).

In questo modo si favorisce la deviazione della corrente d’aria verso l’alto, con un netto aumento della turbolenza, agevolato anche dalla maggiore velocità con la quale inspiriamo l’aria.

OK! Tutto molto bello, …ma in che modo può aiutarmi a scegliere un sistema di Abbattimento Odori ? …ci arrivo subito!

Ecco le 3 cose fondamentali che devi sapere, per scegliere il tuo Sistema di Abbattimento Odori

Abbattimento Odori, come funziona il nostro olfatto

• 1) Come e perché percepiamo gli odori ?

Affinché la molecola maleodorante possa essere percepita, occorre che si verifichino 3 condizioni fondamentali:

1) che sia sufficientemente volatile da poter facilmente liberarsi nell’atmosfera e venire a contatto con la tua mucosa nasale. Quando questo contatto avviene, il potenziale statico della membrana cellulare si depolarizza parzialmente e questa alterazione si trasforma in uno stimolo elettrico;

2) che generi una depolarizzazione sufficientemente grande da superare il potenziale di soglia critico della membrana, altrimenti non si riesce a generare alcun impulso elettrico;

3) che sia assente dalla regione olfattiva, da un certo lasso di tempo. Perché, per quanto detto, una stimolazione odorosa, può essere generata solamente attraverso un’alterazione dell’equilibrio preesistente. Questo spiega perché, dopo un certo periodo di esposizione ad un odore, smetti di percepirlo, ossia ti abitui e non lo senti più.

Per dare un’idea, servono circa 7-8 molecole maleodoranti per stimolare l’impulso elettrico nei recettori olfattivi e circa 40 di questi impulsi nervosi, per generare una percezione cosciente dell’odore.

Una volta stimolato questo segnale in forma codificata, viene trasmesso al sistema nervoso centrale, dove viene decodificato in percezione odorosa, confrontato con quelle precedentemente acquisite ed immagazzinato nella memoria.

• Considerazione n.1

Per quanto detto sin’ora, va da solo che se decidi di utilizzare un coprente, per eliminare gli odori, ossia un profumo, l’effetto che otterrai sarà fasullo, cioè, un camuffamento per sovrapposizione all’odore sgradevole con uno più intenso ma gradevole, che andrà a sommarsi al cattivo odore, saturando l’ambiente e stordendo il tuo sistema olfattivo, impedendoti così, di sentire più qualsiasi odore!

Quindi, in questo caso, non sarà il cattivo odore ad essere stato eliminato, ma solo il tuo povero naso che, messo KO, non sarà in grado di sentire più alcun odore.

…ma il fetore permarrà ancora, con la sua inquietante presenza.

Come puoi ben intuire, questo sistema, oltre ad essere completamente inefficace, perché manderebbe fuori scala qualsiasi misurazione olfattometrica, potrebbe rivelarsi addirittura rischioso, in zone ATEX o nell’eventualità di fughe non percepite di Gas Tossici, che superassero le soglie di pericolo.

In ogni caso, nella maggior parte delle volte, l’odore generato da questo effetto di mascheramento, si rivela solamente come un nuovo disturbo, il cui impatto iniziale è nauseante e fastidioso, almeno sinché non si raggiunge un nuovo black-out del sistema olfattivo.

…senza considerare poi, che non credo proprio smetterebbero di lamentarsi gli abitanti, residenti vicino ad uno di questi impianti maleodoranti (Se ti va leggi l’approfondimento: Odori molesti normativa).

Abbattimento Odori e l'olfatto: quali emozioni è in grado di suscitare in noi un odore?

• 2) Quali emozioni è in grado di stimolare l’odorato?

Senza scendere troppo nel dettaglio, è importante sottolineare quali strutture, del sistema nervoso centrale, concorrano ad analizzare le informazioni che arrivano dai bulbi olfattivi:

1) le terminazioni nervose connesse alle fibre dolorifiche del trigemino, capaci di rispondere a stimoli di sostanze irritanti che possono dar luogo, oltre che a sensazione olfattiva, anche a episodi di lacrimazione, starnuto e inibizione del respiro, etc.;

2) diverse aree subordinate del cervello, tra cui il sistema limbico e l’amigdala (importanti centri delle emozioni) e dell’ippocampo (che governa la memoria);

3) numerose altre strutture cerebrali come: il talamo, l’ipotalamo, il mesencefalo ed il midollo spinale responsabili di molteplici stimoli riflessi: olfatto-salivari, olfatto-gastrici, olfatto-cutanei, olfatto-genitali, etc..

• Considerazione n.2

Quanto detto potrebbe giustificare atteggiamenti o comportamenti spesso irriguardosi, nervosismi o malumori, che puoi aver notato, da parte del personale che ogni giorno lavora nell’ambiente maleodorante ?

Ora sai che non è tutta colpa loro, ma si tratta di una risposta semi riflessa, stimolata da uno dei tanti sistemi cerebrali connessi con l’olfatto.

Valuta che lo stress nervoso che può provocare il lavorare costantemente in un ambiente maleodorante, può diventare veramente estenuante!

Invece, risolvendo il problema del cattivo odore, rendendo l’ambiente di lavoro più piacevole e confortevole, potrebbe portare un maggior benessere ed un aumento della produttività, in termini di rapidità, concentrazione, pulizia ed organizzazione degli spazi, etc..

Abbattimento Odori, quali fattori esterni influenzano l'olfatto e la percezione dell'odore

• 3) Quali fattori esterni influenzano la percezione dell’odore?

Purtroppo ad oggi, non è ancora possibile predire una sensazione odorosa basandosi solamente sulla struttura chimica della molecola maleodorante, questo perché, oltre a variare sensibilmente anche per minime differenze nella stessa struttura molecolare, esistono tutta una serie di meccanismi capaci di: amplificare gli stimoli di bassa intensità (mediante un’eccitazione simultanea di più cellule olfattive anche non necessariamente contigue), come anche di inibizione, per soppressione dei segnali più intensi e durevoli.

Quest’ultimo fenomeno è detto di “adattamento periferico” e si attiva a chi è costretto a lavorare ogni giorno in un ambiente maleodorante, per una sorta di autoprotezione dal sovraccarico sensoriale.

In aggiunta, è stato dimostrato che la percezione consapevole degli odori, è anche funzione del grado di attenzione che viene prestato al fenomeno. In numerosi studi, infatti, si sono messi a confronto le soglie di rilevabilità percepite in funzione del grado di attenzione prestato, ossia:

1) diretto: in cui l’attenzione è focalizzata sull’identificazione dell’odore;

2) semidiretto: in cui è stato richiesto di descrivere tutti gli stimoli percepiti: visivi, tattili, orali, uditivi ed anche olfattivi;

3) indiretto: in cui non è stata data alcuna indicazione in merito al’oggetto della prova stessa;

4) distorto: in cui l’attenzione è stata deliberatamente distratta, chiedendo di effettuare altre operazioni come ad esempio leggere o giudicare la temperatura della stanza.

Questi studi, hanno dimostrato che la percezione, in presenza di una data concentrazione di odorante, decresce nei test semidiretti, indiretti e distorti, rispetto a quelli diretti.

I test di tipo distorto sono i più rappresentativi perché riproducono meglio le abituali condizioni di lavoro.

• Considerazione n.3

Quest’ultimo punto, te l’ho buttato lì, per darti una via di fuga! …basta che sommergi di lavoro i dipendenti e vedrai che non si accorgeranno più del cattivo odore! …ovviamente scherzo!

In realtà, questo rappresenta un importantissimo spunto di riflessione perché, se è vero che l’essere concentrati sul lavoro distrae dalla presenza della puzza, è anche vero il contrario, ossia (fermo restando il black-out olfattivo per il fenomeno di adattamento periferico descritto) la consapevolezza di essere costantemente immersi in un ambiente maleodorante, può comportare rischi infortunistici anche gravi, per disattenzioni.

Il tutto è poi amplificato anche da: una costante ed estenuante infestazione da mosche; da una inconscia respirazione sempre parziale, alta e a respiri brevi, con conseguente scarsa ossigenazione del cervello; il pensiero costante che quella dannata puzza te la porterai prima in macchina e poi a casa!

…senza considerare poi, i possibili effetti dannosi che pare possa provocare alla salute, come: disturbi gastrici, disturbi del sonno, mal di testa, stati di ansia/angoscia, perdita di appetito, etc.

Conclusioni

Il naso è quindi un organo meraviglioso, capace di scatenare in noi ricordi, sensazioni o emozioni bellissime, come anche fortissimi malesseri ed inquietudini logoranti.

Spero di essere riuscito a sintetizzare in modo efficace, il perché le molestie olfattive persistenti, possano minare seriamente la salute, la sicurezza e la serenità, non solo di chi ci lavora a stretto contatto tutto il giorno, ma anche di chi è costretto a conviverci, suo malgrado, perché abita nei pressi dell’impianto.

L’Abbattimento odori, dovrebbe diventare quindi, sempre più parte essenziale, di un sistema integrato di gestione della sicurezza e della qualità, per il valore aggiunto che, una migliore qualità della vita, può conferire ad un’azienda.

Purtroppo non esistono scorciatoie o pozioni magiche, per eliminare le emissioni odorigene, ma solo la scelta ponderata di una tecnologia idonea ed efficace, che sia in grado di neutralizzare ed eliminare realmente il cattivo odore.

Devo dire però, che al momento, la prassi comunemente adottata per contenere le molestie olfattive, è limitata all’impiego di sole tecnologie, più o meno efficaci, che operano a valle di tutto ed in fondo al sistema produttivo che li ha generati (solitamente con biofiltroscrubber).

Si tratta di una logica progettuale di insieme che non condivido molto. Negli articoli “Abbattimento odori nel compostaggio industriale” ed “abbattimento odori depuratore“, mi sono più volte domandato il perché si tenda a voler aspettare che il cattivo odore attraversi tutte le varie fasi del processo produttivo, per poi cercare di eliminarlo all’ultimo, con dei sistemi posti a valle di tutto? Durante il tragitto, più di una cosa può andare storta, inoltre, più rimandi e più difficile sarà mantenere il controllo della situazione.

A mio parere la soluzione migliore, è sempre quella di prevenire, neutralizzando ed eliminando il cattivo odore, proprio lì ed immediatamente dove viene prodotto! Solo così puoi evitare fughe fastidiose al di fuori dei confini dell’impianto e al contento, evitare che il personale addetto debba lavorare ogni giorno in un ambiente malsano perché maleodorante.

Per riuscirci, non ti nascondo che sia necessaria una certa esperienza e conoscenza delle varie tecnologie disponibili sul mercato, ma ti assicuro che è sempre possibile riuscire a trovare la migliore tecnologia che, a prezzi sostenibili, sia in grado di garantire effettivamente la risoluzione del problema.

Abbattimento Odori, la soluzione garantita

Da parte mia, quello che posso GARANTIRTI, è che con uno studio mirato e puntuale, su tipologia ed entità del cattivo odore emesso, è possibile reperire e dimensionare una soluzione su misura che, con un investimento minimo e sostenibile, sia in grado di assicurarti un abbattimento odori con rendimenti del 97-99%, migliorando la qualità della vita per tutti, operatori e residenti.

 

Ing. Renato Ragni

Ingegnere Ambientale per vocazione, nel 2004 ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine e mi sono appassionato al problema dell'abbattimento dei cattivi odori. La mia missione ora è, aiutare le aziende a trovare la soluzione giusta e su misura, per risolvere definitivamente il problema degli odori molesti.

• Chi è l’Ing. Renato Ragni? • Lo specialista dell’Abbattimento Cattivi Odori
Ing. Renato Ragni - Esperto di Abbattimento Cattivi Odori
Ingegnere Ambientale per vocazione, classe 1971.
Nel 2004 ha avuto un vero e proprio colpo di fulmine e si è appassionato al problema dell’Abbattimento dei Cattivi Odori.
La sua missione ora è, aiutare tutte le aziende a trovare la soluzione giusta e su misura, per risolvere definitivamente il problema degli odori molesti.

 

abbattere i cattivi odori è veramente facile ...se hai le dritte giuste!