Discarica isolata - abbattimento odori sfruttando il vento

Discarica maleodorante ma senza acqua o corrente? Nessun problema, usa il vento!



 

Gestisci una discarica maleodorante in mezzo al niente? Ti svelo come puoi combattere i cattivi odori, anche se non hai disponibili allacci idrici o elettrici.

– “Ingegnere, la sente questa puzza? È la discarica!”
– “Ma qui vicino non ci sono discariche, intende dire l’impianto di compostaggio?”
– “Si, vabbé …è uguale!”

–  Dialogo realmente avvenuto

 

 

Nell’immaginario collettivo – per i non addetti ai lavori – la “Discarica” ha sempre rappresentato un po’, la causa di tutti i mali.

Tutto ciò che ha a che fare con i rifiuti e puzza, viene quasi sempre identificato, come una non meglio specificata discarica. Non importa che si tratti di un impianto di recupero di imballaggi in plastica, vetro, lattine, etc., di un ecocentro o di un compostaggio industriale, …se puzza, è una discarica, anche se poi magari, è semplicemente un depuratore.

È comprensibile quindi che, al solo nominarla, si assista a vere e proprie sommosse popolari, organizzate da comitati comunali inferociti!

 

Ad ogni modo, se provi a fare una ricerca su Google, inserendo come “query” (ossia la specifica domanda): “odori discarica“, saltano fuori più di 300.000 risultati, di cui una bella fetta, è costituita da articoli di denuncia, da parte di quotidiani locali e comitati comunali, che lamentano la costante presenza di miasmi, provenienti dalla discarica vicina.

L’aspetto curioso è che oramai, è già da un po’ che l’Unione Europea, con la sua Direttiva 99/31/CE, ha stabilito che in discarica si sarebbero dovuti conferire, solamente rifiuti a basso tenore di carbonio organico ed i non riciclabili, allo scopo di dirottare il più possibile i rifiuti, verso trattamenti di recupero e riciclaggio.

Ma allora, perché puzzano queste discariche?

Cercando di trattenermi dall’insultare pesantemente tutte quelle persone che, alle soglie del 2020, non hanno ancora ben capito come separare, in modo corretto e razionale, i rifiuti in casa propria; una delle cause più rilevanti, è proprio una raccolta differenziata fatta male! …magari poi, dalle stesse persone che si lamentano che la discarica puzza.

Oltre al normale e fisiologico rifiuto sporco, capita fin troppo spesso che vengano conferiti in discarica, rifiuti con ancora elevate percentuali di residui organici, altamente putrescibili.

Considera che, la raccolta del materiale da destinare alla discarica, viene solitamente effettuata 2 volte la settimana e magari, in attesa di completare il carico, il gestore del servizio di raccolta, sia costretto a dover mantenere questi rifiuti, in un container, lasciato al sole, anche per oltre 15 giorni.

Ora prova ad immaginare quali e quante reazioni di degradazione anaerobica possano innescarsi in questi container in estate, quando la temperatura interna arriva ad oltre 60°C? Ti assicuro, che trovarsi davanti ad uno di questi container, nel momento in cui viene aperto per lo scarico, …la sensazione è quella di ricevere una cuscinata bollente in piena faccia!

Discarica scarico rifiuti da container

Se poi aggiungi che, in discarica vengono spesso conferiti anche scarti di compost fuori specifica, fanghi di depurazione non riutilizzabili in agricoltura, residui da allevamenti zootecnici, quando non viene ricircolato anche il percolato prodotto dalla stessa discarica, …è facile prevedere che cosa ne verrà fuori.

Considera che, un fronte di coltivazione di una discarica, può arrivare anche ad oltre 100 m di lunghezza!

Quali sono le fasi più maleodoranti in una discarica?

Be’, a questo punto è anche facile comprendere perché, una delle fasi di maggiore criticità olfattiva, in una discarica, sia appunto quella di stenditura e compattazione dei rifiuti. In questa fase, solitamente realizzata la mattina, le emissioni maleodoranti, sono per lo più contraddistinte da composti ossigenati (aldeidi, chetoni, esteri, alcoli, etc.) e/o aromatici.

Nel pomeriggio invece, normalmente si interrompono i conferimenti e si provvede alla copertura dei rifiuti su tutto il fronte aperto, con della terra che dovrebbe ostacolare la diffusione dei miasmi. Purtroppo però, capita spesso che si abbia a disposizione solamente del materiale poroso, non idoneo, che non riesce a trattenere come dovrebbe, le fughe dei cattivi odori.

 

Discarica aperta - fronte di coltivazione

Un altro pesante contributo ai cattivi odori emessi, arriva dall’interno della discarica. Infatti, dopo una primissima fase aerobica, dovuta all’ossigeno ancora intrappolato negli interstizi della massa di rifiuti, si innesca quella che poi diventerà il meccanismo predominante: la degradazione anaerobica, con formazione di biogas.

Ora, nonostante le principali componenti del biogas siano essenzialmente inodori (al 99%: metano CH4 ed anidride carbonica CO2), il suo cattivo odore, origina dalla presenza di ben oltre 300 composti (come: solfuri, Idrogeno solforato, mercaptani, etc.) che, nonostante siano presenti solamente in minime tracce, si fanno sentire, perché possiedono valori di soglia olfattiva assolutamente bassissimi (addirittura non rilevabili dai più sensibili strumenti di misura, ma assolutamente devastanti per il nostro olfatto!).

Questo significa, che sono sufficienti pochissime molecole, per generare immediatamente fastidio e disagio e dar luogo a quelle situazioni di contenzioso con i comuni vicini che, se stai leggendo questo articolo, immagino conosca benissimo.

Perdonami però, ma come dargli torto! Considera che da un’analisi olfattometrica, compiuta sul biogas puro, estratto direttamente da un pozzetto di una discarica, si è rilevata un’intensità odorigena, con valori dell’ordine delle 900.000 ouE/m3.

Certo, poi durante la migrazione tra i vari strati di rifiuto ed il possibile attraversamento del terreno di copertura della discarica, si verifica sempre un’azione di abbattimento, dovuto ad una degradazione biologica dei composti odorigeni, ma in ogni caso, ti da comunque la misura dell’entità del problema.

Giusto per darti un parametro di riferimento, la nuova normativa nazionale sulle emissioni odorigene (Art. 272-bis del D.Lgs. 152/2006), in vigore dal 19/12/2017, attribuisce pieni poteri alle Regioni di legiferare in materia di cattivi odori. L’orientamento generale delle prime regioni che per adesso, hanno già emanato leggi in materia, sono più o meno tutte concordi nel fissare, come limite massimo dell’intensità delle emissioni odorigene, diffuse da un impianto maleodorante, le 300 ouE/m3, …capisci bene, che stiamo parlando di diversi ordini di grandezza! (Leggi anche: odori molesti normativa).

Certo, ovviamente sappiamo tutti che la discarica è obbligata a predisporre un efficiente e capillare rete di tubazioni, per l’intercettazione e captazione massima del biogas. Purtroppo però, tu mi insegni che, non sempre è facile stabilire a priori quale possa essere il loro posizionamento ottimale: al variare della tipologia del materiale di copertura; dell’estensione della rete di captazione; dell’inclinazione dei pendii e delle conseguenti difficoltà nel posizionamento dei pozzi in prossimità delle fiancate, può risultare veramente difficile raggiungere buoni rendimenti di captazione e questo, può determinare una notevole fuga di biogas e, di conseguenza, una significativa fonte di miasmi.

Infatti solo in situazioni ottimali e particolarmente virtuose, si può riuscire ad ottenere un’efficienza di captazione vicina al 90%.

Qual è la soluzione?

Tra i 300.000 risultati della ricerca su Google, di cui ti dicevo prima, ho notato che in più punti viene spacciata come necessaria, una valutazione, tramite modelli matematici, dell’andamento previsionale della dispersione e delle ricadute al suolo, delle molestie olfattive, prodotte dalle discariche.

Ci tengo a dirti che, a mio parere, non ha alcun senso perdere tempo e spendere soldi per cercare di prevedere da chi andranno questi miasmi, pregando poi, che non vadano proprio in quel particolare comune vicino, dove lì, il sindaco è parecchio irritabile! …se il tuo impianto puzza, puzza!

 

Se hai già letto qualche altro mio articolo, allora credo che tu conosca già il mio personale punto di vista in merito alle emissioni odorigene, ossia: “il cattivo odore, non deve mettere il naso fuori dalla porta!“.

È MIA FERMA CONVINZIONE CHE TUTTE LE EMISSIONI MALEODORANTI, DEBBANO ESSERE ELIMINATE NECESSARIAMENTE ED IMMEDIATAMENTE LÌ, PROPRIO DOVE VENGONO PRODOTTE!!

 

E questo è assolutamente fattibile, perché oramai su internet è possibile reperire un po’ ovunque, tecnologie e sistemi per il trattamento odori, impiegabili in una discarica. Si tratta di soluzioni diverse, ma tutte più o meno valide.

Se però mi chiedi un parere, tra tutte quelle proposte, quella che mi ha particolarmente colpito per la sua geniale semplicità, è l’AirForce 1®: una tecnologia prodotta e brevettata da una multinazionale, numero 1 in Germania per le sue tecnologie di Abbattimento dei Cattivi Odori e che, da oltre 30 anni, opera con successo, in tutto il mondo.

La genialità dell’AirForce 1® sta nell’essere il primo ed il solo sistema di Abbattimento Odori che non necessita di alcun allaccio idrico o elettrico, perché utilizza un sistema “statico” che sfrutta unicamente le correnti d’aria naturali.

Discarica come funziona l'AirForce 1

Questo sistema di abbattimento odori, è praticamente composto da due semplici piastre piane in polipropilene, poste parallelamente e con dimensioni di circa 75 x 50 cm. All’interno vengono posizionate le cosiddette placche Gelactiv® ossia, delle particolari placche in materiale gelatinoso, in grado di rilasciare costantemente nel tempo, delle speciali molecole attive neutralizzanti. Queste, una volta estratte dal vento e diffuse nell’atmosfera, seguono la stessa cinetica che muove quelle maleodoranti, in modo che, una volta vicine, possano attrarle elettrostaticamente, per poi eliminarle chimicamente, mediante una reazione di ossido-riduzione.

 

Tutto all’interno dell’AirForce 1®: le dimensioni, i materiali, la forma e la distanza tra le lastre, è perfettamente dimensionato, per permettere all’aria naturale di incanalarsi all’interno e massimizzare l’estrazione delle molecole attive dalla placca gel, in modo da poterle diffondere costantemente ed efficacemente nell’ambiente circostante, neutralizzando così, tutti i cattivi odori.Discarica come posizionare efficacemente gli AirForce 1

A seconda dell’intensità di cattivo odore presente nella discarica, sarà sufficiente posizionare un AirForce 1® (singolo o doppio) dai 5 ai 10 metri l’uno dall’altro, perimetrando l’intera area o per lo meno, densificando maggiormente il loro posizionamento, lungo la direttrice dei venti dominanti.

Discarica - posizionamento degli AirForce 1

L’AirForce1® è stato ideato appositamente per poter intervenire in quelle discariche dove, per location o per estensione, non è in alcun modo possibile avere accesso ad un allaccio idrico o elettrico. Però il sistema, si è rivelato ottimo anche per il trattamento di aree dove non sia possibile, per questioni di sicurezza, utilizzare fonti di energia (zone ATEX).

Discarica - gli AirForce 1 sono idonei anche per le Zone ATEX

Non è tutto oro quel che luccica?

Devo dirti però, per onestà intellettuale, che questo sistema, a fronte di numerosi ed indubbi vantaggi, presenta alcuni aspetti negativi, non di poco conto.

Cosa intendo? A fronte di indubbi vantaggi come:

• una semplicità di installazione con nessuna necessità di allacci elettrici o idrici;
• una tipologia di trattamento economico, silenzioso e continuo h24 e 365 giorni/anno;
• una perfetta modularità ed adattabilità a qualsiasi sito, senza limiti di implementazione;
• un sistema adatto anche per aree sottoposte a Direttiva ATEX;

 

Presenta ahimé, 2 non trascurabili svantaggi:

1) Essendo, le discariche notoriamente, luoghi aperti, ventilati e molto polverosi, l’impiego dell’AirForce 1®, richiederebbe una costante, attenta e frequente pulizia e manutenzione, perché un eccesso di polvere depositato sulla placca gel, può bloccare completamente il rilascio delle molecole attive neutralizzanti, disattivando totalmente il dispositivo e la sua azione deodorizzatrice.

Siccome credo sia estremamente improbabile che tu possa decidere di distaccare un operatore, per destinarlo a farsi, ogni giorno, il giro con pennello e secchio d’acqua, per spolverare e pulire uno ad uno tutti i dispositivi, ritengo che il rischio che tu possa veder vanificato rapidamente  il tuo investimento, sia esageratamente alto!

 

2) In caso di una discarica sita in una zona molto calda, come al sud Italia, il surriscaldamento delle piastre dell’AirForce 1® e quindi l’aumento della temperatura della placca gel, accelererebbe eccessivamente il processo, consumandola velocemente e causando una rapida essiccazione.

Si tratta di placche gel, tarate per durare circa 3 mesi. In condizioni di estrema insolazione e temperatura, potrebbero essiccarsi anche in pochi giorni!

 

È per questi 2 inconvenienti, che al momento, preferisco non consigliare questa tecnologia, almeno sinché il Centro di Ricerca & Sviluppo tedesco, non troverà una soluzione ad hoc.

 

Ma c’è sempre un Piano B

A parità di condizioni: sull’isolamento idrico ed elettrico della discarica e sulla difficoltà di installarci sopra un idoneo sistema di trattamento odori, io credo che la miglior soluzione applicabile, rimanga ancora, la buona vecchia nebulizzazione, in tutte le sue varie forme.

Cosa intendo?

Le soluzioni possibili sono tante: dall’installare un bel cannone nebulizzatore, su un automezzo in grado di fornirgli l’alimentazione elettrica, ad un trattore dotato di barra irroratrice, simile a quella di una spazzatrice stradale, sino ad impiegare il classico sistema di irrigazione agricolo, con irrigatori mobili collegati ad un’autocisterna.

Utilizzare uno di questi sistemi, dotandoli di un bel serbatoio capiente, nel quale diluire uno specifico prodotto deodorizzante, credo resti ancora la soluzione più rapida, semplice ed a buon mercato, al momento.

Discarica - Piano B per l'abbattimento odori

Ma quale prodotto deodorizzante utilizzare?

In internet, puoi trovare tantissime aziende che reclamizzano prodotti per il trattamento odori nelle discariche: qualcuno ottimo, qualcun altro un po’ meno, il che rende la scelta, una cosa per niente facile.

Il mio personale consiglio però, è di escludere a priori qualsiasi coprente o profumo, perché quello che otterresti sarebbe solamente un effetto fasullo: un camuffamento ottenuto per sovrapposizione all’odore sgradevole con uno più intenso ma gradevole, che alla fine, miscelandosi genererebbe solamente un nuovo odore ancora più disgustoso e nauseante.

…quindi dubito che i comuni vicini, smetterebbero di lamentarsi!

 

In casi così difficoltosi, come le discariche, a me piace prendermi il sicuro e, nel rispetto dell’adagio: “squadra che vince non si cambia”, i prodotti che preferisco utilizzare e consigliare, sono essenzialmente 2, di cui ho avuto modo di testare più volte, la loro straordinaria efficacia:

– la soluzione chimica: l’EXAIR A-HR 20: un potente deodorizzante ad ampio spettro, dotato di un’eccezionale persistenza, costituito da una miscela parzialmente polimerizzata di oli naturali e/o sintetici, idro-solubilizzati biologicamente.

– la soluzione Biologica: il BFL Odur Clean: un prodotto biologico composto da una miscela di colture batteriche stabilizzate, selezionate per la loro capacità di degradare in modo estremamente rapido le sostanze organiche, causa del cattivo odore. Per darti un’idea, è lo stesso prodotto che utilizzo, per riseminare e riattivare il biofiltro.

Entrambi basterà diluirli dal 1% al massimo 10% in acqua e nebulizzarli sulla superficie dei rifiuti, per avere un eccezionale e duraturo abbattimento dei cattivi odori.

 

Conclusioni

Speriamo venga trovata velocemente una soluzione, per quei 2 “piccoli difettucci” dell’AirForce 1®, perché trovo che quell’idea sia veramente geniale!

L’efficacia ha veramente dell’incredibile, ma giustamente, non potendo garantire una durata minima ed un funzionamento continuativo ed indipendente, per adesso, preferisco rinunciarci, …se non per piccole e specifiche problematiche, da valutare e concordare di volta in volta.

In ogni caso, nell’attesa della versione AirForce 2.0, una soluzione esiste ed è stra-conosciuta e stra-collaudata: la nebulizzazione, quindi non hai da temere …è vero che è un po’ più impegnativa, ma almeno fa il suo sporco lavoro.

Ing. Renato Ragni

Ingegnere Ambientale per vocazione, nel 2004 ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine e mi sono appassionato al problema dell'abbattimento dei cattivi odori. La mia missione ora è, aiutare le aziende a trovare la soluzione giusta e su misura, per risolvere definitivamente il problema degli odori molesti.

• Chi è l’Ing. Renato Ragni? • Lo specialista dell’Abbattimento Cattivi Odori
Ing. Renato Ragni - Esperto di Abbattimento Cattivi Odori
Ingegnere Ambientale per vocazione, classe 1971.
Nel 2004 ha avuto un vero e proprio colpo di fulmine e si è appassionato al problema dell’Abbattimento dei Cattivi Odori.
La sua missione ora è, aiutare tutte le aziende a trovare la soluzione giusta e su misura, per risolvere definitivamente il problema degli odori molesti.

 

abbattere i cattivi odori è veramente facile ...se hai le dritte giuste!